<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-8266224</id><updated>2011-04-21T17:08:50.280-07:00</updated><title type='text'>Poker: poker italiano, internet poker, web poker</title><subtitle type='html'>poker, mazza, Internet gioco, strategia, vittoria, poker in linea, online poker, paradise, pokerstars, party. Poker, mazza, Internet gioco, strategia, vittoria, poker in linea, online poker, paradise, pokerstars, party.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://pokeritaliano.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8266224/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pokeritaliano.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>CasinoMaster</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06945206816720357602</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>11</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8266224.post-109476350645210444</id><published>2004-09-09T13:58:00.000-07:00</published><updated>2004-09-09T13:58:26.453-07:00</updated><title type='text'>POKER - IL GALATEO DI GIOCO: 10 COMANDAMENTI PER I GIOCATORI </title><content type='html'>Il Poker prevede una serie di comportamenti che, nel loro insieme, configurano il "bon ton" dei giocatori. Si tratta di un vero e proprio Galateo, che proponiamo qui sotto forma di 10 Comandamenti, alcuni dei quali dedicati in particolare a chi è il padrone di casa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Onora l'impegno e gli orari&lt;br /&gt;Chi è invitato ad una partita di Poker (soprattutto se si è in quattro giocatori) e accetta, si deve considerare consacrato ad un appuntamento fondamentale. Se cause di forza maggiore gli impediscono di partecipare, deve comunicarlo tempestivamente all'organizzatore, così da poter essere sostituito. Altrimenti rischia una "squalifica a vita" e il suo grado generale di affidabilità può risultare seriamente compromesso. La puntualità è di grande importanza: arrivare in orario è doveroso, anche se i giocatori sono tutti amici di vecchia data. Un ritardo lieve è nell'ordine naturale delle cose: presentarsi un'ora dopo è imperdonabile sia per chi arriva (sensi di colpa e afflizione), sia per chi attente (impazienza e voglia di vendetta). L'orario di inizio di una partita di Poker deve essere certo come l'inizio di un film o di un'opera lirica. Lo stesso vale per l'orario di chiusura: all'inizio della partita è buona norma fra i giocatori concordare l'orario di chiamata degli ultimi giri. Con qualunque regola questi si giochino, gli ultimi giri vogliono dire un'ora piena di gioco, se non di più. Un giocatore in perdita può chiedere di allungare la partita, ma, se la maggioranza degli altri non è d'accordo, dovrà attenersi a quanto stabilito all'inizio senza malumori o manifestazioni di risentimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Gioca sempre nel luogo adatto&lt;br /&gt;Non c'è niente di più avvilente di una partita di Poker ospitata da un luogo disagevole, poco attrezzato o improvvisato. Il luogo in cui si svolge la partita deve essere ben attrezzato. Ciascun giocatore deve avere una sedia comoda, possibilmente non differente da quella degli altri. Il tavolo da gioco è preferibilmente tondo: se ha quattro gambe e si è in cinque giocatori, si sorteggia chi si dovrà sedere davanti ad una delle gambe del tavolo. Lo stesso accade se il tavolo è quadrato e uno dei giocatori deve sedere in un angolo. Se il tavolo è rettangolare si sistemano due giocatori per lato e uno solo a capotavola. Il padrone di casa deve mettere a disposizione un panno verde (che preferibilmente non dovrebbe perdere i peli), le carte e le fiches. Il mazzo di carte con cui si gioca dovrebbe essere nuovo, a meno che i giocatori non accettino tutti di giocare con un mazzo già usato. Le carte già utilizzate in precedenti partite possono però creare dei problemi: potrebbero essere rimaste usurate dalla partita precedente ed essere riconoscibili. Oppure le carte già usate potrebbero creare imbarazzi e problemi ai giocatori diffidenti o a quelli molto scaramantici, che preferiscono non giocare con carte in passato poco favorevoli a loro. Nel Poker, come in qualsiasi gioco di scommessa, la fede nella fortuna non può essere messa in discussione: quindi è bene non perdersi in discussioni su un mazzo di carte usato ed eventualmente acquistarne uno nuovo sul momento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Gioca in un ambiente curato anche nei dettagli&lt;br /&gt;L'ambiente che ospita il gioco deve essere ben illuminato: è preferibile una lampada che spiove sul tavolo ad una altezza tale che permetta una lettura delle carte chiara per tutti i giocatori (1 metro e 80 cm circa). Da evitare le fonti di luci differenziate e sparse che possono creare coni di ombra per un giocatore, creandogli difficoltà nella lettura delle carte. Circa la temperatura, il padrone di casa deve stare attento al clima della stanza da gioco. Se fa molto caldo, si può far entrare aria senza strafare, interrompendo per qualche minuto la partita. E' bene inoltre che il padrone di casa sia fornito di vivande semplici (tramezzini, salatini e simili) e di bevande che possono essere consumate durante la partita. Le bevande dovrebbero essere leggere e analcoliche: ci possono essere anche vini non forti o spumantini, ma andrebbero evitati i superalcolici. Se qualche giocatore desidera una bevanda forte, il padrone di casa può acconsentire, ma deve vigilare sulle quantità, per evitare eccessi che risulterebbero dannosi alla partita. Se si vuole fare uno spuntino nel corso della partita, è consigliabile fermare il gioco per qualche minuto e rifocillarsi tutti insieme allontanandosi dal tavolo di gioco, piuttosto che mangiare qualcosa mentre si gioca. E' comunque consigliabile non sfogliare le carte mentre si maneggiano cibarie o bevande, per evitare di lasciarvi sopra tracce appiccicose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Evita qualsiasi fonte di disturbo&lt;br /&gt;Una partita di Poker deve garantirsi il clima di una cerimonia religiosa o di una rappresentazione teatrale. Il padrone di casa deve accertarsi che, una volta cominciato il gioco, non ci siano telefonini accesi, ma solo segreterie telefoniche. Per la musica, ci può essere una colonna sonora, ma solo se è accettata da tutti i giocatori. Vanno evitate le discussioni sui gusti e sulle scelte: in caso di dissidi, è meglio giocare senza accompagnamento sonoro. Televisione e radio devono restare rigorosamente spente. Se qualche giocatore è refrattario al fumo e ne soffre, sta al padrone di casa trovare un accordo per cui gli eventuali fumatori accendono a turno. Nel caso di molti fumatori ciascun giocatore dovrebbe disporre di un suo portacenere, evitando di condividerlo con altri. Se un giocatore deve assentarsi per qualsiasi ragione, la partita deve di regola interrompersi e riprendere al suo ritorno. Inoltre il padrone di casa deve evitare che intorno al tavolo di gioco circolino persone esterne al gioco. In particolare va evitata la presenza di curiosi che siedono accanto ai giocatori o si fermano alle loro spalle, che fanno commenti, esprimono giudizi e valutazioni. E' consigliabile anche il tempestivo allontanamento di animali casalinghi, in particolare cani molto affettuosi, dalla stanza da gioco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. Gioca nei posti assegnati&lt;br /&gt;La procedura casuale di assegnazione dei posti va sempre rispettata, non solo come giusto omaggio alla sorte, ma anche come richiamo all'eguaglianza fra i giocatori. Nel Poker non ci sono "pole position". Se, dopo una o due ore di gioco, qualcuno chiede di cambiare posto, si può decidere di accontentarlo: in questo caso i posti si rigiocano come all'inizio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6. Rispetta i doveri del "cartaio"&lt;br /&gt;Quando fate il cartaio distribuite le carte con cautela, evitando di alzarle troppo o di rovesciarle. Durante la mano, siete voi che dovete ricordare a chi tocca parlare per primo. E' buona norma che, come cartaio, alla fine della mano chiediate a chi ha aperto di mostrare l'apertura, che è sempre obbligatorio far vedere, se richiesta. Se si gioca con un chip diviso in quote individuali e manca qualche quota, il cartaio deve ricostruire l'andamento del versamento dei chip: se non si trova il mancante, tocca al cartaio versare la quota mancante nel piatto. Le carte cambiate devono rimanere davanti ai giocatori che le hanno scartate: il cartaio non ha l'obbligo di ricordare gli scarti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7. Rispetta le tensioni del tavolo&lt;br /&gt;Una volta cominciata la partita, dovete ricordare che ad un tavolo da Poker giocatori troppo verbosi hanno di solito vita difficile. Fermo restando che ciascuno si comporta come crede, nel corso della partita è comunque raccomandabile astenersi dall'aprire confronti sull'ultimo film visto, su come vanno le cose in politica o sulle vicende sentimentali proprie o di amici. Si tratta di comunicazioni adatte ad altre circostanze, che sicuramente rallentano il gioco, fanno perdere concentrazione e possono innervosire gli altri, causando a volte reazioni brutali e scomposte. Una partita a Poker è tutto fuorché una palestra di conversazione o un piccolo palcoscenico di battute. Certo, il tavolo non può nemmeno essere uno scenario dall'atmosfera lugubre e tetra. Soprattutto nei momenti di scontro forte, qualche parola serve sempre ad alleggerire la tensione e a rasserenare gli animi, ma senza esagerare. In ogni caso è bene non abbandonarsi ad osservazioni permalose e acide sulla fortuna altrui, così come è opportuno astenersi da commenti stizziti sul modo in cui si è stato fatto un piatto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8. Rispetta i tempi del gioco&lt;br /&gt;Nel Poker coperto all'Italiana è buona norma parlare immediatamente quando è il proprio turno e si deve rilanciare. L'uso di chiedere tempo è ammesso con la formula "leggo - sto leggendo - tempo al rilancio". Ma questa pratica deve sempre ritenersi eccezionale: un giocatore che chiede tempo ad ogni turno può essere ritenuto non solo fastidioso, ma anche scorretto. Quando si dichiara un punto, le carte devono corrispondere a quanto detto: nel gioco solo le carte fanno fede. Se un giocatore ha detto "paròle" e dopo di lui ci sono stati dei rilanci, quel giocatore al suo turno può parlare, ma non può chiedere tempo per leggere le carte. In ogni caso i tempi e il ritmo della partita non possono essere a piacimento di un giocatore: occorre sforzarsi di rispettare i tempi degli altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9. Tieni sempre le mani a posto&lt;br /&gt;Non si allude qui a situazioni di molestie sessuali, ma al fatto che in qualsiasi momento della partita non si dovrebbero mai toccare gli oggetti che si trovano sul tavolo davanti al posto di un altro giocatore, che si tratti delle fiches o eventuali portafortuna e simili. A volte chi non partecipa alla mano in corso è curioso di capire "cosa sarebbe entrato se avesse giocato" e insiste per guardare il mazzo degli scarti: è una scorrettezza che va evitata, dato che potrebbe suscitare le reazioni stizzite di chi è ancora in gioco. Lo stesso vale per chi è passato e, nel corso della mano, vuole guardare le carte di un altro giocatore. Quando una mano è finita, è più che un'indiscrezione grave guardare le carte di chi si è aggiudicato la mano senza essere stato visto. E' tassativo non farlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10. Non fare mai "bluff di parola"&lt;br /&gt;In un tavolo da Poker tutti i comportamenti di un giocatore che possono riferirsi al valore delle sue carte in quel momento sono da "bandire". Non si sta parlando dei volgari trucchi da bari, ma di quello che solitamente si definisce "bluff di parola". Si tratta di gesti e parole che possono risultare molto fastidiosi per chi sta al tavolo: chi non lo sa o non lo capisce, deve impararlo, anche duramente se necessario. Per esempio non va bene sbuffare guardando le proprie carte, lamentarsi a lungo della cattiva sorte o sottolineare in ogni momento la fortuna degli altri. Quando si ha buon gioco in mano, non bisogna mai fingere di sbagliarsi nei cambi delle carte. Non bisogna mostrare con soddisfazione le carte quando un bluff è riuscito, né fare commenti ironici o velenosi su un avversario che è stato scoperto in bluff. Inoltre se si ha in mano gioco sicuramente superiore all'avversario è scorrettezza grave chiedere tempo per la lettura prima di parlare. In sintesi, si tratta di osservare uno stile di correttezza e di rispetto per gli altri, che permetta di rimanere concentrati sull'andamento del gioco. Non è cosa facile da praticare, ma è un "profilo" che distingue i veri giocatori da quelli occasionali o poco affidabili.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8266224-109476350645210444?l=pokeritaliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8266224/posts/default/109476350645210444'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8266224/posts/default/109476350645210444'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pokeritaliano.blogspot.com/2004/09/poker-il-galateo-di-gioco-10.html' title='POKER - IL GALATEO DI GIOCO: 10 COMANDAMENTI PER I GIOCATORI '/><author><name>CasinoMaster</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06945206816720357602</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8266224.post-109476347981597113</id><published>2004-09-09T13:57:00.001-07:00</published><updated>2004-09-09T13:57:59.816-07:00</updated><title type='text'>POKER - IL SISTEMA DI GIOCO: 10 CONSIGLI PER I PRINCIPIANTI</title><content type='html'>Il Poker si configura come una vera e propria disciplina. Non basta conoscere le regole del gioco, ma occorre anche seguire una serie di accorgimenti che vi mettono al riparo da brutte sorprese e vi permettono di gustare interamente la bellezza del gioco. Proponiamo qui 10 Consigli per i principianti, che vi raccomandiamo di ricordare, anche soltanto per grandi linee.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Giocate solo se siete in salute&lt;br /&gt;Non giocate a Poker se non siete in piena forma fisica e mentale. Se non state bene, aspettate che vi passi. Se siete in situazioni di particolare preoccupazione o ansia, una partita di Poker è l'ultima cosa che fa per voi. Quando sedete al tavolo da gioco, cercate di scavare un fossato profondo fra questa situazione e tutto quello che vi ha assillato durante la giornata. Dovete avere la mente sgombra. Anche per questo, durante la partita, cercate di bere alcolici il meno possibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Cercate di giocare con persone conosciute&lt;br /&gt;Quando siete coinvolti in una partita di Poker, ci sono due possibilità: nel primo caso la maggior parte degli altri giocatori fa parte della vostra cerchia di amici e conoscenti. A questo punto il più è fatto e si tratta soltanto di riepilogare regole e modi con cui siete abituati a giocare. Oppure vi trovate a giocare con persone poco conosciute o estranee: allora è buona regola cercare di capire con chi avete a che fare. Non date troppo credito a chi afferma di giocare solo per divertirsi e senza pensare ai soldi: si tratta quasi sempre di giocatori "incalliti", che hanno il vezzo di recitare la parte delle anime innocenti. Molto probabilmente, nel corso della partita, scoprirete che il loro rapporto con il gioco è di pura avidità: tenete i nervi a posto e non fatevi prendere dalla tentazione di dar loro una lezione. Sareste voi a rimetterci. Durante la partita state attenti a come si comportano quando maneggiano le carte: gli sconosciuti possono essere bari e imbroglioni, animali molto più frequenti da incontrare di quanto si possa immaginare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Scegliete con cura dove giocare&lt;br /&gt;E' possibile giocare a Poker nei luoghi più diversi: la saletta di un Casinò o di un Club, una bisca, un luogo pubblico che si presta, un luogo all'aperto. Sono luoghi che hanno i loro pregi e i loro difetti. Il posto migliore rimane probabilmente una casa privata. Se siete padroni di casa, l'organizzazione della partita è compito vostro: dovete prepararla cercando di evitare qualsiasi causa esterna di alterazione nervosa ai giocatori, sia prima che soprattutto durante la partita. Tenete a mente il principio che "a Poker tutti devono avere eguali possibilità di partenza".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Prima di cominciare chiarite bene le regole&lt;br /&gt;Prima di cominciare una partita di Poker, ci si deve mettere d'accordo sulle regole che si vogliono adottare, sulla quantità di fiches che si distribuiscono e sul loro valore, sui minimi e i massimi di puntata e di rilancio. Ci sono spesso modi diversi di affrontare la questione: occorre trovare un accordo che sia anche estremamente chiaro per tutti i giocatori e non dia luogo ad equivoci o incomprensioni. Potete giocare con il credito (o "pianto"), ma ricordate di fissare un limite al rilancio: ad esempio un giocatore che rilancia può al massimo dire "per tre", intendendo che la sua puntata ammonta a tre volte il valore del piatto che si sta disputando nella mano. Altrimenti potete scegliere di giocare con i resti (la resta): questa soluzione mira ad evitare mani troppo alte rispetto alla media di quelle giocate. Dovete capire bene cosa vuol dire, soprattutto rispetto ai bluff: un giocatore che è rimasto con poche fiches, può decidere di vedere la puntata molto alta di un altro giocatore rischiando al massimo le poche fiches che ha.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. Cercate di giocate in cinque&lt;br /&gt;Il gioco in quattro giocatori è divertente e spumeggiante: le combinazioni alte entrano con grande facilità e gli scontri sono frequenti. Proprio per questo, però, le possibilità di bluff risultano fortemente limitate e la fortuna conta davvero tanto. In cinque giocatori, invece, c'è sicuramente un gioco meno ricco come qualità di combinazioni, ma ci sono più probabilità che il gioco sia più distribuito e ci sono margini molto più grandi per i bluff. In sei siete troppi e il gioco non fluisce bene, anche se diventa spesso imprevedibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6. Fate bene il cartaio&lt;br /&gt;Quando tocca a voi fare il cartaio, mischiate le carte con almeno tre smazzate. Il giocatore alla vostra destra deve tagliare il mazzo: può eventualmente battere sul mazzo, non alzando, ma solo una volta per partita (può essere una scaramanzia, ma di solito non è considerata molto regolare). Dovete dare le carte in senso orario con cautela, evitando di scoprirle, ma anche di lanciarle troppo in alto, dato che qualcuno molto attento potrebbe sbirciarne qualcuna. Dovete distribuire le carte facendo attenzione a non farle passare sopra superfici riflettenti come accendini, piatti e simili. Se durante la distribuzione scoprite inavvertitamente una carta, dovete riprendere tutte le carte già date e procedere ad una nuova distribuzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7. Cercate di essere imprevedibili&lt;br /&gt;A Poker ci sono molti stili di gioco: si può giocare chiusi, aggressivi, esuberanti, maliziosi. Ricordate che state facendo un gioco dove per definizione "l'apparenza inganna". Se siete abbastanza presenti a voi stessi, evitate di comportarvi nello stesso modo per molte mani di seguito. Ricordate che a Poker, come in amore, non esiste il "sempre": non fate sempre il buio ogni volta che potete, non pensate che un giocatore che punta alto abbia sempre una combinazione alta in mano. Se siete i primi a parlare dopo il cambio delle carte, non dite sempre "chip". Se siete primi di mano e avete buon gioco (una doppia, un tris), non correte subito ad aprire il gioco: annusate l'aria che tira e provate a passare, per poi rilanciare sull'apertura. Spesso funziona. Quando avete in mano un punto forte, ricordate che va sfruttato fino in fondo e che gli altri faranno lo stesso con voi: quindi non siate né timidi, né troppo avidi. Insomma, procedete a zig - zag, senza mai dare certezze a nessuno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8. Non cercate di emulare Robin Hood&lt;br /&gt;Evitate con attenzione di giocare con avversari molto più ricchi di voi. Il problema in questo caso è che il livello economico del gioco può alzarsi senza che si riesca a limitarlo. E' svantaggioso e comporta molti pericoli misurarsi con giocatori che attribuiscono al denaro un valore completamente diverso da quello che è il vostro. In situazioni come queste, correte il rischio di trovarvi "sotto", cioè di fare puntate secondo voi alte, alle quali l'avversario risponde non noncuranza, dato che perdere somme di piccola entità non gli importa più di tanto. Oppure potete incappare in scontri dove la posta si alza molto, costringendovi a fare i conti con la vostra situazione economica generale. In questi casi dovete rendervi conto di avere sbagliato tavolo o compagni di gioco: spazzate via ogni risentimento e siate vigili. Scacciate dalla testa l'idea che una partita di Poker si svolga nella foresta di Sherwood, che voi siate emuli di Robin Hood e la vostra missione sia "togliere denaro a chi ne ha molto". E' vero che molte persone facoltose giocano a Poker come se giocassero alla roulette o partecipassero alla riffa di un bar: ma fate attenzione ad inseguirle sul loro terreno. Potreste avere amare sorprese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9. Non bluffate a vuoto&lt;br /&gt;Il bluff è l'abilità fondamentale di un giocatore di Poker. Potete fare un piatto anche con una coppia di Sette. Quindi non svilite l'arte del bluff con bizzarre improvvisazioni, dando retta all'impulso del momento. Tenete a mente che al tavolo il vostro compito prioritario è "sentire" gli altri giocatori: non si tratta di usare poteri esoterici, è piuttosto un'attenzione costante agli umori e ai comportamenti dei vostri avversari. Il ragionamento c'entra, eccome: all'intuizione empatica dovete unire il calcolo sulle combinazioni possibili, sull'andamento della mano e sul valore delle puntate. Il bluff può riuscirvi se vi basate su questi dati. Certo, potete sempre provare ad affidarvi all'entità della puntata, sparando cifre alte: ma attenzione, non è sempre detto che fare "piatto" (senza avere gioco) quando siete ultimi di mano e tutti hanno detto "chip", vi metta al sicuro da giocatori esperti e curiosi. A volte un bluff fatto con una puntata bassa è vincente, semplicemente perché cade al momento giusto. Infine, quando siete in bluff, astenetevi da gesti e parole che dovrebbero servire a confondere gli altri: potrebbero invece favorire chi sta cercando di capire il vostro gioco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10. Tenete i nervi a posto&lt;br /&gt;Nel Poker chi perde il controllo di sé va incontro a cocenti sconfitte. Se siete stati sfortunati in un grosso scontro, tirate un sospiro e non cominciate a smaniare per rifarvi immediatamente. Ogni mano ha la sua storia e, se avete perso, dovete per prima cosa pensare ad un errore commesso da voi. Se l'avversario è stato bravo, tanto di cappello, ma niente di più. Se uno dei giocatori è particolarmente aggressivo, ricordate che non state partecipando a un torneo medievale: non dovete giocare "contro di lui", ma contro il tavolo. Ad inizio di partita potete permettervi il lusso di andare a vedere qualche puntata alta, anche se pensate di perdere quasi di sicuro. Sono fiches ben investite, nel senso che farete capire agli altri che non possono bluffare impunemente e che il vostro controllo nella partita sarà costante e senza paure.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8266224-109476347981597113?l=pokeritaliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8266224/posts/default/109476347981597113'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8266224/posts/default/109476347981597113'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pokeritaliano.blogspot.com/2004/09/poker-il-sistema-di-gioco-10-consigli.html' title='POKER - IL SISTEMA DI GIOCO: 10 CONSIGLI PER I PRINCIPIANTI'/><author><name>CasinoMaster</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06945206816720357602</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8266224.post-109476345351531937</id><published>2004-09-09T13:57:00.000-07:00</published><updated>2004-09-09T13:57:33.516-07:00</updated><title type='text'>POKER - LE ORIGINI DEL POKER  </title><content type='html'>Il nome&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poker è parola inglese che significa attizzatoio, lo strumento che si usa per attizzare il fuoco e ravvivare la fiamma nel camino. Alcuni vogliono invece collegare il termine poker alla parola poke, termine gergale che in America, Australia e Sudafrica vuol dire "tasca o portafogli" e per estensione gli spiccioli che si è soliti portare addosso. Insomma, già l'etimologia indurrebbe a pensare ad un gioco in cui si scommette ciò che si ha addosso. La prima sicura testimonianza sul Poker è del 1829 e si trova nelle memorie di viaggio di un avventuriero inglese, George Cowell, reduce da un lungo soggiorno nei territori del West americano. Qui il gioco viene descritto con precisione e appare già provvisto delle regole che lo caratterizzano anche oggi: ogni giocatore riceveva 5 carte, c'era la scommessa sulla combinazione vincente, secondo una graduatoria di combinazioni che è molto simile a quella attuale. Nel 1858 si ha un prima codificazione delle regole del gioco, con un Regolamento Ufficiale che precisa combinazioni e puntate. Successivamente vennero aumentate le combinazioni e ci fu una lunga discussione sul loro valore e sulla loro gerarchia. Nel 1871 il Poker cominciò a diffondersi in Europa: Robert Schenk, ambasciatore americano in Gran Bretagna, presentò il gioco alla Regina Vittoria durante un ricevimento. Il gioco suscitò grande entusiasmo e fu redatto un regolamento scritto, ad uso del divertimento della nobiltà inglese. In seguito il Poker è divenuto celebre in tutto il mondo ed è entrato a far parte della cultura e del costume ludico di persone di ogni classe sociale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le nascite&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. L'origine Persiana&lt;br /&gt;Il Poker deriverebbe con molta probabilità dall' As-Nas, un gioco persiano del XIV secolo. Questo gioco si faceva con un pacchetto di 20 carte: ognuno dei 4 giocatori ne prendeva 5. Le combinazioni erano la coppia, il tris e il colore. Il gioco si sarebbe diffuso in Europa e poi in America seguendo le rotte delle navi commerciali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. L'origine Italiana&lt;br /&gt;Il padre naturale del Poker sarebbe lo Zarro, un gioco di carte dell'epoca rinascimentale, proibito da Francesco Sforza, duca di Milano, con un editto del 1531: preoccupato del dilagare del gioco d'azzardo con le carte, il duca ordinava la chiusura di tutte le "baraterie", ossia dei locali, pubblici o privati, dove si adunassero persone a giocare "giochi di zarro et altri proibiti". Probabilmente la proibizione contribuì (come sempre accade) alla diffusione dello Zarro, che nel XVI secolo conobbe una diffusione straordinaria diventando popolarissimo non solo in Italia, ma anche in Francia. Rabelais cita lo Zarro nel famoso elenco dei giochi di Gargantua, la regina Caterina de' Medici ne fece il suo passatempo preferito alla corte di Parigi: lo Zarro era giocato in tutti gli ambienti, dai popolani agli aristocratici delle città, addirittura fino al Papa e ai Cardinali di Roma. Mercenari e persone del bel mondo lo avrebbero diffuso in tutta Europa, fino a farlo arrivare in America verso la fine del '700, dove avrebbe cambiato nome e regole, diventando la forma primigenia del Poker.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. L'origine Francese&lt;br /&gt;Nel XVIII secolo i francesi avrebbero tratto ispirazione dallo Zarro per ideare un gioco di scommessa chiamato Poque che ebbe vasta diffusione anche nei territori della Louisiana e successivamente nei locali e sui battelli del Mississippi. Il Poque si giocava soltanto con 20 carte di un mazzo francese: Dieci, Fanti, Donne, Re, Assi. Il termine "poque" è una contrazione di un vocabolo francese, "pocher", che significa "ingannare l'avversario", ossia bluffare. Con l'acquisto della Louisiana francese da parte del Presidente americano Thomas Jefferson agli inizi dell'800, gli Stati Uniti ottennero non solo gli immensi territori dell'Ovest, ma acquistarono senza saperlo anche il gioco, che era già molto diffuso in tutti gli strati sociali. Di qui la trasformazione del nome da Pocher a Poker. Ben presto il Poker divenne il gioco più famoso e conosciuto nei saloon del West americano, soppiantando la voga di altri giochi di scommessa molto popolari, fra cui il Faro o Faraone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. L'origine Tedesca&lt;br /&gt;All'origine del Poker ci sarebbe un gioco tedesco, molto diffuso nel XVII secolo in Germania. Il gioco si chiamava Poken, che in tedesco vuol dire bluff, ossia l'elemento caratteristico del Poker. Le ondate migratorie di migliaia di tedeschi in America nella seconda metà del '700 avrebbero portato con sé questo gioco, poi rapidamente evolutosi nel Poker.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. L'origine Pellerossa&lt;br /&gt;Seguendo le interpretazioni antropologiche delle culture dei nativi americani, l'origine del Poker andrebbe invece situata nel sistema dei giochi dei Pellerossa, che avevano una pratica assai diffusa di giochi di destrezza e di carte. Ne farebbe fede un breve racconto, riportato nel romanzo Passarono di qui di Mario Monti (ed. Bompiani 1981, pag. 392-sgg). Il titolo del romanzo è la frase "pasò por aquì" scolpita nella roccia di El Morro, nel New Mexico, da Juan de Onate, figlio di un governatore spagnolo, che nel 1598 guidò una spedizione nelle pianure americane alla ricerca delle Sette città d'oro. Il protagonista del romanzo è Joshua Kelso, un ideale uomo della frontiera la cui vicenda attraversa tutta la cosiddetta "Conquista del West": Kelso racconta le sue avventure e gli eventi di cui è stato testimone, dall'inizio alla fine dell'800. Uno dei suoi racconti è ambientato nel 1887 a Regina, una piccola città di frontiera del Canada dove c'è un grande albergo di lusso, che unisce un ottimo ristorante ad una bisca molto frequentata. Kelso si trova nella hall dell'albergo: sta cercando Poundmaker, un indiano della nazione Cree di cui è amico. Un meticcio lo avverte della presenza nel locale di un grande capo Cree: i Cree sono un popolo pellerossa del Canada, indiani di grandi tradizioni, che furono protagonisti di una sanguinosa rivolta, repressa duramente dalle truppe inglesi. Kelso entra nella bisca dell'albergo: il luogo è stracolmo di gente, ma il frontierman nota subito il capo che cerca, Poundmaker. "Quando si muoveva, anche attraverso la calca, era impossibile non notarlo: dominava tutti gli altri, che al suo confronto apparivano striminziti... e dunque l'attenzione di quasi tutti era attirata su di lui. Anche perché i suoi abiti erano, persino qui, piuttosto insoliti: una camicia di seta color crema con una cravatta rossa che si intravedeva sotto la giacca di pelle bianca. Alti stivaloni da sella arrivavano alle sue ginocchia. Soltanto dopo un attento esame si riusciva a trovare in quest'uomo gigantesco e volgare qualche tratto di quello che era stato uno dei Capi più fieri e stimati dei Cree." L'indiano è seduto a un tavolo con due mercanti francesi e un cacciatore canadese: questi si rivolgono a lui nella loro lingua e la risposta viene sempre in lingua Cree. I tre cominciano a spiegargli come si gioca a dadi: l'indiano segue la spiegazione, bevendo uno dopo l'altro vari bicchieri di whisky. "La partita cominciò nella solita maniera: i due francesi perdevano qualche soldo. Poi uno di loro tirò fuori dalla tasca una borsa, piccola ma gonfia, e gettò sul tavolo una moneta d'oro... L'indiano prese lentamente a vincere. Ora sembrava il più abile fra i giocatori e accumulava le monete con brontolii di soddisfazione. Kelso vide che i tre si consultavano: offrirono ancora da bere all'indiano, poi sedettero ad un tavolo dove comparvero subito le carte da gioco. L'indiano assentì. Anche a poker gli ci volle poco tempo per dimostrare che era un maestro: in meno di un'ora aveva ripulito varie volte il tavolo..." L'indiano vince ai tre tutto quanto hanno. Poi si rilassa, offre gentilmente da bere e comincia a raccontare. Qualche tempo prima ha guidato il suo popolo in una ribellione scontrandosi contro le truppe della Regina: ma i Cree hanno perso e lui ha trascorso qualche anno in prigione. Lì ha conosciuto un indiano Choktaw, arrestato per truffa. I Choktaw sono una nazione indiana del sud ovest e questo indiano era un campione di giochi nel suo popolo. "Poundmaker raccontava con pazienza: Mai sentita la parola baskatanje? E' un gioco che i Choktaw imparano fin da bambini: si fa con i chicchi di granturco. Bisogna tirarli dritti o storti e si scommette. Chiunque abbia giocato per un po' a baskatanje acquista un'abilità formidabile nel lancio dei dadi." Poundmaker beve ancora e poi prosegue con orgoglio: "E il poker? Persino il tavolo è un'invenzione dei Choktaw: nel loro paese d'origine ci sono grossi ceppi d'albero che sono stati levigati con il coltello e servono da piano dove poggiare le carte. Le carte sono fatte con tavolette sottili di corteccia dello stesso legno o con strisce di cotone appiattite, su cui sono dipinti i segni dei semi e dei numeri... Poker chiamano i bianchi questo gioco. E Poker è il gioco preferito dei Choktaw. La parola è indiana, della tribù dei Noxubee, un sottoclan del Choktaw: significa cinque rischi o cinque fortune. Nel West, oltre ai Dieci Comandamenti, c'è l'Undicesimo, buono per tutti quelli che amano giocare a carte: dice "non giocare mai a poker con un Choktaw." Dopo questa lezione i mercati e il cacciatore escono dal locale e cercano di tendere un agguato al capo Cree per riprendersi i soldi perduti. E' un classico: i tre contano sul fatto che l'indiano sia completamente ubriaco. Ma Poundmaker regge benissimo barili di alcool: sicché quando esce dall'albergo è perfettamente diritto e attento. Il suo atteggiamento risoluto e pericoloso induce i tre a desistere e a fuggire via. &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8266224-109476345351531937?l=pokeritaliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8266224/posts/default/109476345351531937'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8266224/posts/default/109476345351531937'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pokeritaliano.blogspot.com/2004/09/poker-le-origini-del-poker.html' title='POKER - LE ORIGINI DEL POKER  '/><author><name>CasinoMaster</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06945206816720357602</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8266224.post-109476343045851749</id><published>2004-09-09T13:56:00.001-07:00</published><updated>2004-09-09T13:57:10.456-07:00</updated><title type='text'>IL POKER E IL CINEMA</title><content type='html'>In molti film il Poker è presente come metafora di uno scontro accanito e ricco di colpi di scena. Ma spesso il cinema lo presenta come elemento già di per sé significativo: momenti di partita eccezionali, scontri fra combinazioni paradossali, sfide fra giocatori ricchi di carattere e ambiguità. Il Poker è un gioco generoso e si presta volentieri ad essere momento forte di una sceneggiatura. Il cinema ha costruito una figura celebrativa del gioco nel gambler, il giocatore di professione, che è molto di più di un accessorio ambientale. Da una tradizione letteraria che risale a Mark Twain e a Jack London proviene l'immagine di giocatori "sinistri", faccia impassibile e bocca serrata, spesso con bretelle e una piccola visiera sulla fronte, raccolti intorno a tavoli fumosi e saturi di tensione. Sono i protagonisti di film gangster, ma soprattutto di moltissimi western. E' il western che dà al Poker lo spessore di un elemento costitutivo di un'epoca: il cinema ci consegna il Poker come il grande gioco della Frontiera, molto più dei dadi o del Faraone. Questo sembra ovvio e naturale, visto che nascita e diffusione del gioco sono andate di pari passo con la lunga epopea del West. Ma i film western producono anche qualcosa di più: l'immagine del gambler non si dimentica. Il giocatore del west diventa spesso il protagonista di scene molto significative, anche quando sono brevi e il gioco appare di sfuggita e solo per qualche momento. Il gambler è di solito raffigurato in modo insolito rispetto al quadro consueto dello scenario western: si distacca in modo vistoso e riconoscibile dalla massa dei frequentatori di un saloon, per lo più cowboy e allevatori, polverosi e sciatti. Il gambler ha quasi sempre un'immagine da gentleman: azzimato, curato nei dettagli, di eleganza sofisticata e cittadina. Di solito è maschio, bianco, adulto, viene dalla costa Orientale o dal Sud degli Stati Uniti e conosce le buone maniere. Non ha il piglio aggressivo e invadente del pistolero o del cowboy: è piuttosto un personaggio insinuante e defilato, ma dotato sempre di fascino e attrazione fatali. Come variazione sul tema, nel film western non mancano esempi di giocatrici professioniste: avventuriere senza scrupoli, ma autentiche gentildonne nell'abbigliamento e nei modi. Sono seducenti e vampiresche nel gioco, anche se spesso un po' freddine nel privato. Sul piano dei valori e dei rapporti sociali, il gambler è per lo più raffigurato come un individuo di cui diffidare: anche se ha una buona cultura e un linguaggio forbito, è avido e interessato solo al denaro. Spesso la sua mancanza di scrupoli lo porta alle azioni più abbiette: quasi sempre si conferma infido e baro. A volte è persino uno spregevole criminale, capace di utilizzare la sua intelligenza di gioco per elaborare piani complicati e addirittura omicidi pur di mettere le mani sul malloppo. In sintesi il gambler è il vero "demonio" del western: approfitta della stolida ingenuità di cowboys ubriachi, allevatori arroganti e pionieri creduloni. Seduto al tavolo da gioco con giacca e panciotto, è quasi sempre fornito di una piccola pistola Derringer a due colpi, che nasconde nel taschino del gilet o nella manica di una camicia con gli jabots, pronto a colpire a tradimento. Soltanto in qualche caso il gambler acquista uno spessore che lo fa uscire dall'oleografia: si tratta sempre di figure drammatiche, ciniche e amorali, ma dotate di una forte dignità e di passioni che provengono da un oscuro passato. Qui lo stereotipo del gambler diventa meno ovvio e decolla verso la costruzione di personaggi dallo spessore mitico: valgano per tutti l'asciutto e romantico Hatfield, il giocatore di "Ombre rosse", e la leggendaria figura di Doc Holliday nelle tante ricostruzioni della celebre "Sfida all'O.K.Corral". Proponiamo qui, in ordine alfabetico, diversi film in cui il poker è un elemento significativo. E' una lista di partenza, che contiamo di aggiornare anche con il vostro aiuto. Mandateci schede con titoli, descrizioni, dettagli e noi le pubblicheremo con l'obiettivo di avere un dizionario del Poker nei film completo e aggiornato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;California poker di Robert Altman, 1974&lt;br /&gt;con Elliott Gould, George Segal Due avventurieri sbandati e pasticcioni, Charlie Waters (Gould) e Bill Denny (Segal), tentano il colpo grosso nella saletta di poker di un casinò a Reno. Lunga e avvincente la partita a poker in una saletta del casinò, con una mano finale mozzafiato. Azzardo sessantottesco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'era una volta... il West di Sergio Leone, 1968&lt;br /&gt;con Henry Fonda, Charles Bronson, Claudia Cardinale, Jason Robards, Gabriele Ferzetti Nella parte finale del film Morton (Ferzetti), il magnate delle ferrovie, viene sequestrato nel vagone del suo treno personale dagli sgherri del suo ex braccio destro, lo spietato killer Frank (Fonda). I fuorilegge ingannano il tempo con una partita a Poker: Morton chiede di unirsi al gioco e mostra un mazzo di banconote. Queste gli permettono di comprare i fuorilegge mercenari con l'obiettivo di eliminare Frank, che però riuscirà a sfuggire all'agguato con l'aiuto del misterioso Armonica (Bronson).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cincinnati Kid di Norman Jewison, 1965&lt;br /&gt;con Steve Mc Queen, Edward G. Robinson, Karl Malden, Ann Margret, Joan Blondell Nella New Orleans degli anni '30 Cincinnati Kid (Mc Queen) è un giovane giocatore di Poker che in breve tempo diventa celebre per la sua abilità e il suo sangue freddo. Il successo lo porta a sfidare Lancey Howard, il re del Poker (Robinson): questi è un gentiluomo dallo sguardo sardonico, accompagnato da Ladyfingers, una giocatrice altrettanto brava (Blondell). La partita è un evento da non perdere: ci sono ragazzini che cercano di osservarla arrampicati sui lampioni. All'inizio il giovane astro in ascesa prevale, ma nonostante i consigli del cartaio (Malden) e le pressioni della sua ragazza (Margret), continua nella sfida: memorabile la mano finale di Telesina con una Scala Reale di Cuori del campione contro un Full di Donne di Cincinnati Kid (il Colore non bastava). Battuta conclusiva di Lancey Howard: "Non te la cavi male, ragazzo, ma finchè ci sarò io, sarai soltanto secondo".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La conquista del West di Cecil B. DeMille, 1936&lt;br /&gt;con Gary Cooper, Jean Arthur, Charles Bickford, James Allison Su un battello il giovane pistolero Wild Bill Hickock (Cooper) risale il Missouri verso il selvaggio west con il suo amico Buffalo Bill Cody (Allison). Questi gioca a Poker con un gambler torvo e arrogante, che ha cappello e sigaro, occhi sfuggenti e baffetti viperini. Ben presto perde molto e Wild Bill prende il suo posto al tavolo: ma anche lui perde fino a che non si gioca il vecchio orologio di famiglia. Il gambler vince la mano con un colore, ma Wild Bill estrae la pistola e gli scopre una carta nel cappello. La battuta é: "Gli uomini come voi dovrebbero essere marcati". Arrivato a Deadwood, Wild Bill si batte, insieme alla sua spasimante Calamity Jane (Arthur), contro una banda di trafficanti che vendono armi agli indiani. Li disarma e li raccoglie attorno a un tavolo del saloon: giocheranno a Poker in attesa dell'arrivo dell'esercito. La partita comincia e le carte di Wild Bill sono una Doppia agli Assi con gli Otto, di Picche e Fiori. A questo punto si sente uno sparo: uno dei fuorilegge lo ha colpito alle spalle. Il richiamo è alla vera storia di Hickcok, una delle leggende del west, per cui chi ha un punto simile in mano ha una "Doppia al morto". Da album di famiglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un dollaro d'onore di Howard Hawks, 1959&lt;br /&gt;con John Wayne, Dean Martin, Walter Brennan, Angie Dickinson Nel corso di uno scontro all'ultimo sangue con i fratelli Burdette, il burbero sceriffo Tom Chance (Wayne) si preoccupa dell'ordine pubblico: trova il tempo e la voglia di arrestare al tavolo da poker la bella avventuriera (Dickinson) che fa la giocatrice di professione. La legge trionfa, ma l'omone rimarrà sedotto. Il diavolo del tavolo da gioco ha le gambe lunghe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Duello al sole di King Vidor, 1946&lt;br /&gt;con Gregory Peck, Jennifer Jones, Joseph Cotten, Lionel Barrymore, Lillian Gish Il padre della bella meticcia Pearl Chavez (Jones) è un giocatore d'azzardo, distrutto dall'alcool e dai tradimenti della moglie. Finirà per ucciderla e per togliersi la vita. Il film sottintende che da questa eredità malata e riprovevole discenda il destino tragico e violento della bella Pearl, contesa fra i due figli di un re del bestiame, l'uno prepotente e violento (Peck), l'altro dolce e gentiluomo (Cotten). Operetta tragica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fiume rosso di Howard Hawks, 1949&lt;br /&gt;con John Wayne, Montgomery Clift, Joanne Dru, Walter Brennan Tom Dunson (Wayne) è un re del bestiame che organizza un viaggio difficile e pericoloso per portare le sue mandre di buoi dal Texas fino al Missouri. I cowboy attendono la partenza in un saloon fumoso: sono tesi e aggressivi. Alcuni siedono a un tavolo dove giocano a Telesina, con puntate da un dollaro. Il vecchio Starkey (Brennan) riesce a chiudere una Doppia: il suo avversario è un indiano taciturno, dall'espressione impenetrabile, che ha due Re scoperti e rilancia. Starkey è rimasto senza soldi e decide di giocarsi la dentiera: ma l'indiano scopre un terzo Re e vince la mano. Battuta di Starkey: "Chi lo capisce un indiano, se bluffa o no?".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Johnny Guitar di Nicholas Ray, 1954&lt;br /&gt;con Joan Crawford, Sterling Hayden, Mercedes Mc Cambridge, Ward Bond, Scott Brady Vienna (Crawford) è la proprietaria di un saloon in conflitto con i proprietari terrieri della zona (Bond e Mc Cambridge). Il saloon ha una bellissima roulette: quando Vienna si lascia trasportare dai ricordi del suo amore per Johnny Logan "Guitar" (Hayden), cerca di reagire e dice al croupier "Eddi, fà andare la roulette, mi piace sentirla cantare". Nel saloon ogni venerdì la banda di Dancing Kid (Brady) si riunisce per giocare a poker confermando che il luogo è poco raccomandabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ombre rosse di John Ford, 1939&lt;br /&gt;con John Wayne, Claire Trevor, Thomas Mitchell, John Carradine, Louise Platt Nel 1880, una diligenza sta partendo da Tonto per Lordsburg. Una delle persone in partenza è la signora Mallory (Platt), una delicata gentildonna dell'est, che aspetta un bambino: al momento di salire non si sente bene e viene premurosamente accompagnata a rinfrescarsi in un albergo. Qui la incontra un giocatore di professione, Hatfield (Carradine), che poi siede al tavolo da gioco e la osserva dalla finestra. La battuta è "allora, cow-boy, non hai mai visto un angelo?". E' questa la molla che spinge Hatfield a prendere la diligenza. Nel corso del viaggio, quando si tratta di decidere se proseguire verso Lordsburg nonostante la minaccia degli Apache, Hatfield si affida alla sorte e scopre una carta: è l'Asso di Picche, generalmente considerato dai giocatori come un presagio negativo. Il giocatore ha deciso di sfidare la fortuna fino in fondo. Ma il suo destino è segnato: sarà l'unica vittima dell'attacco indiano. Come è noto, infatti, al termine di un viaggio avventuroso, la diligenza è attaccata dagli Apache di Geronimo: i passeggeri riescono a salvarsi all'ultimo momento grazie all'arrivo della cavalleria. Una volta arrivati a Lordsburg, fra la folla eccitata che circonda la diligenza, molti riconoscono Ringo Kid (Wayne) e qualcuno corre in un saloon per avvisare del suo arrivo i fratelli Plummer, suoi mortali nemici. Nel saloon il capo dei tre, Luke Plummer, sta giocando a poker: alla notizia dell'arrivo di Ringo, si alza, sorpreso e preoccupato. Tiene la carte in mano, si guarda intorno e ordina a un cow boy "i miei fratelli". Poi getta le carte sul tavolo e abbandona la partita. Le carte di Luke rimangono scoperte sul tavolo: sono una Doppia agli Assi con gli Otto, di Picche e Fiori. Dopo qualche minuto i tre fratelli Plummer cadranno nel duello con Ringo. Anche qui si confema che nel West una Doppia agli Assi con gli Otto, tutti neri, sia un presagio di grande sfortuna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poker di sangue di Henry Hathaway, 1968&lt;br /&gt;con Robert Mitchum, Dean Martin, Inger Stevens In una piccola città del west, un uomo è accusato di barare in una partita di poker e viene impiccato. Per vendicarlo arriva il fratello, un predicatore (Mitchum), che vuole uccidere tutti i responsabili, veri o presunti. La vendetta è attuata con una piccola pistola Derringer nascosta in una Bibbia. L'unico a ribellarsi e a reagire è un gambler spaccone e imbroglione (Martin).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Posta grossa a Dodge City di Fielder Cook, 1966&lt;br /&gt;Henry Fonda, Joanne Woodward, Jason Robards, Burgess Meredith Un giocatore d'azzardo (Fonda) di passaggio a Dodge City con la moglie e il figlio, entra al tavolo da poker dove giocano quattro fra i più ricchi uomini del Texas. Comincia a perdere, rimanendo quasi a zero: poi si sviluppa una mano molto ricca di rilanci in cui il piatto diventa enorme. Il giocatore vorrebbe rilanciare forte sulla base delle carte che ha: si assenta lasciandole al figlioletto. Ma non trova soldi da puntare e si sente male. La moglie (Woodward) prende il suo posto: dice di non sapere nulla del gioco del Poker, ma chiede un prestito al banchiere della città facendogli vedere le carte. Il banchiere prima rifiuta, poi entra al tavolo e punta una somma enorme. Convinti di perdere, tutti i quattro giocatori si ritirano, uno dopo l'altro: la partita finisce e la signora intasca il piatto. Soltanto dopo si apprende che l'intera vicenda è stata una finzione messa in piedi dal banchiere per vendicarsi dei quattro e che il giocatore, la moglie e il bambino sono stati pagati per recitare la loro parte. La mano vincente non sarà svelata, ma il banchiere commenta: "E' il più bel gioco che si sia mai visto a Dodge".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sfida all'O.K. Corral di John Sturges, 1957&lt;br /&gt;con Burt Lancaster, Kirk Douglas, Rhonda Fleming Doc Holliday (Douglas), ex medico afflitto da tubercolosi, è un giocatore di poker professionista che si è fatto la fama di un baro dalla pistola facile. Il duro e puritano Wyatt Earp (Lancaster) lo aiuta a sfuggire ad un linciaggio: Holliday si stabilisce a Dodge City, dove Earp è sceriffo, e, per sdebitarsi, lo aiuta contro la furia dei cowboy guidati da Shangai Pierce. Quando i cowboy arrivano in città, sparando a casaccio e fracassando tutto, Holliday si trova in una saletta dell'albergo e gioca a poker contro un croupier: mentre questi cerca di ripararsi dai colpi, Holliday rimane imperturbabile e lo invita a continuare. Quando la banda irrompe nella hall dell'albergo, dove si sta svolgendo una festa, nemmeno l'arrivo di Earp riesce a intimorire i cowboy. Nel momento più critico Holliday interviene, pistola in pugno e salva la situazione con la battuta "signori, mi avete interrotto proprio mentre stavo vincendo".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sfida infernale di John Ford, 1946&lt;br /&gt;con Henry Fonda, Victor Mature, Linda Darnell, Walter Brennan Appena eletto sceriffo di Tombstone, Wyatt Earp (Fonda) incontra Doc Holliday (Mature), un giocatore di professione rovinato dall'alcol e della tisi. Nel saloon Doc sta minacciando con protervia un giocatore che accusa di essere un baro: Earp gli spiega che casomai questo tocca a lui. Sulla pelle del giocatore cacciato dalla città, i due consacrano una forte amicizia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'uomo dal braccio d'oro di Otto Preminger, 1955&lt;br /&gt;con Frank Sinatra, Eleanor Parker, Kim Novak Nella Chicago anni '50 Frankie Machine (Sinatra) è un batterista drogato che fa anche il "cartaio" ai tavoli da poker per un biscazziere. L'amore di una donna lo salverà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Via col vento di Victor Fleming, 1939&lt;br /&gt;con Clark Gable, Vivien Leigh, Leslie Howard, Olivia De Havilland Nella città di Atlanta devastata dalla guerra, Rossella O' Hara (Leigh) cerca con ogni mezzo di ottenere dei soldi per non perdere la piantagione di Tara. Fa visita al capitano Rhett Butler (Gable) che è stato arrestato con l'accusa di traffici illeciti. Rossella si reca alla prigione e trova il capitano di ottimo umore, impegnato a giocare a poker con alcuni ufficiali nordisti. L'incontro non dà l'esito sperato: Butler si dimostra inaffidabile e Rossella lo lascia infuriata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Asso di Castellano e Pipolo, 1981&lt;br /&gt;con Adriano Celentano, Edwige Fenech, Renato Salvatori Abilissimo al tavolo da gioco, Asso (Celentano) è un campione di poker bizzarro e istrione. Viene ucciso per invidia alla viglia delle nozze con la bella fidanzata (Fenech). Ritorna come fantasma per aiutare l'amata a prendere un marito e finalmente lo scova in un giovane giocatore molto abile, detto il "varesino ". Trova anche il modo di vendicarsi dei suoi avversari e finisce per giocare un'impossibile mano di poker con Dio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La casa dei giochi di David Mamet, 1987&lt;br /&gt;con Joe Mantegna, Lindsay Crouse Margaret (Crouse) è una psicanalista famosa che cerca di aiutare un giovane paziente ricattato da una banda di giocatori d'azzardo. Entra in contatto con loro nella "Casa dei Giochi", il locale dove giocano, e conosce Mike, il capo dei giocatori (Mantegna). Questi la coinvolge in una partita di poker e le chiede di aiutarlo contro un avversario duro e aggressivo. Mentre lui si allontana con una scusa, Margaret dovrà osservare attentamente i gesti dell'avversario: se giocherella con l'anello, vuol dire che bluffa. Nella mano decisiva, Mike ha tre Assi e punta: il suo avversario, che ha preso una carta, rilancia forte. Mike si allontana e la psicanalista osserva l'uomo toccarsi l'anello. Convince Mike a vedere, convinta che sia un bluff: invece il giocatore aveva un colore e si aggiudica il piatto. Ma alla fine Margaret scopre che la pistola usata dal giocatore per rafforzare le sue minacce è finta: la partita era un trucco per metterla alla prova. Mike illustra la differenza fra la realtà e la finzione organizzata da lui e dai suoi amici ai danni di persone innocenti e disponibili a fidarsi. Soltanto alla fine del film Margaret capirà di essere la vittima prescelta per una sofisticata truffa organizzata dalla banda della "Casa dei giochi". Margaret reagirà con violenza, finendo per uccidere Mike. Feroce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I compari di Robert Altman, 1971&lt;br /&gt;con Julie Christie, Warren Beatty In una città mineraria del west, John Mc Cabe (Beatty) è un avventuriero che fa il gambler e bara al gioco. Lo aiuta la prostituta Constance Miller (Christie) che gestisce un bordello insieme a lui. Le vicende di due avventurieri disperati. Qui il gioco non aiuta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Doc di Frank Perry, 1971&lt;br /&gt;con Stacy Keach, Faye Dunaway A Tombstone, Arizona, la sfida fra i fratelli Clanton e gli Earp spalleggiati dal pistolero Doc Holliday (Keach), che qui è un giocatore di professione malinconico e svogliato. Crepuscolare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Maverick di Richard Donner, 1994&lt;br /&gt;con Mel Gibson, Jodie Foster, James Garner, James Coburn Brett Maverick (Gibson) è un giocatore d'azzardo che vuole trovare i soldi per iscriversi al campionato di poker più famoso del West. Il campionato si svolge su un battello da fiume e ha un andamento spettacolare e cruento. La sfida finale è fra i migliori giocatori di poker e Telesina: il Commodoro (Coburn), Annabelle (Foster), un messicano e persino il padre di Maverick (Garner). La mano decisiva è il più improbabile intreccio di combinazioni che si possa immaginare: un Poker, una Scala Reale di Cuori e la Scala Reale Massima di Picche che Maverick chiude con un Asso di Picche. Un sorta di Olimpiade picaresca del poker.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pat Garrett e Billy the Kid di Sam Peckinpah, 1973&lt;br /&gt;con Kris Kristofferson, James Coburn, Jason Robards Il giovane fuorilegge Billy the Kid (Kristofferson) è arrestato dallo sceriffo Pat Garrett (Coburn), che in passato era stato suo grande amico. Billy è in prigione nella città di Lincoln e passa il tempo a giocare a poker con Garrett e una delle guardie. Quando Garrett si allontana, la partita prosegue stancamente e Billy cerca di provocare le due guardie per avere la possibilità di fuggire. Con un aiuto esterno riesce a liberarsi, ma per poter fuggire, dovrà ucciderli entrambi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poker Alice di Arthur Seidelman, 1987&lt;br /&gt;con Elizabeth Taylor, George Hamilton, Tom Skerritt Una giocatrice di poker (Taylor) vince un bordello in una partita e lo gestisce insieme ad un altro giocatore professionista (Hamilton) e a un pistolero (Skerritt).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Regalo di Natale di Pupi Avati, 1986&lt;br /&gt;con Diego Abatantuono, Carlo delle Piane, Gianni Cavina, Alessandro Haber E' la notte di Natale: in una villa ottenuta in prestito, quattro amici organizzano una partita di Poker per spennare Santelia (Delle Piane), un industriale ricco e antipatico. Franco (Abatantuono), gestore di un cinema, è il più bravo e ed esperto: comincia a vincere, ma Santelia ha i nervi saldi. Nella mano decisiva, Franco ha un Full d'Assi, punta una grossa somma: Santelia, che ha preso una carta, rilancia giocandosi qualche centinaio di milioni. Dopo una pausa di terribile incertezza, Franco va a vedere: Santelia ha un Colore di Picche e vince la mano. Alla fine si capirà che il vero "pollo da spennare" era Franco. Le fasi della partita sono da vedere e rivedere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Silverado di Lawrence Kasdan, 1985&lt;br /&gt;con Kevin Kline, Scott Glenn, Kevin Kostner, Brian Dennehy, Jeff Goldblum Un giovane cowboy (Kline) è assalito dai banditi nel deserto: depredato di tutto, è lasciato a morire. Ma il giovanotto non si dà per vinto: riesce a raggiungere la cittadina più vicina. Qui, nel saloon riconosce il suo cappello. Lo indossa uno dei banditi che sta giocando ad un tavolo da poker. Duello inevitabile e favorevole all'eroe. Questi arriverà poi a Silverado insieme ad altri tre avventurieri. Il saloon di Silverado è gestito da uno sceriffo corrotto (Dennehy) che assolda un giocatore di professione (Goldblum), che gioca a poker con un coltello nello stivale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La stangata di George Roy Hill, 1973&lt;br /&gt;con Robert Redford, Paul Newman, Robert Shaw. Chicago, Illinois, 1936. Johnny Hooker (Redford) e Henry Gondorff (Newman) sono due truffatori che vogliono incastrare il gangster Doyle Lonegan (Shaw) per vendicare la morte di un amico. L'amo lanciato dai due è una partita di poker sul treno New York - Chicago. Gondorff riesce a farsi ammettere come quinto giocatore al tavolo privato dove Lonegan gioca: finge di essere un "pollo", rozzo e ubriacone. Ben presto comincia a vincere e provoca Lonegan sbagliando il suo nome o vantandosi delle vincite: la tensione cresce e due dei giocatori decidono di smettere. Lonegan chiede una pausa e decide di giocare con un mazzo truccato: fa le carte per la mano decisiva. Gondorff apre con un Tris di Tre e Lonegan rilancia con una Coppia di Nove: si cambiano le carte e Gondorff ottiene un Poker di Tre, mentre Lonegan fa un Poker di Nove. Partono i rilanci e Lonegan, sicuro di vincere, punta 10.000 dollari. Gondorff vede e scopre le sue carte: ha un Poker di Jack con cui vince la mano nello stupore generale. Il commento di Lonegan ai suoi ragazzi: "non potevo mica dirgli che bara meglio di me"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;. Tombstone di George Cosmatos, 1993&lt;br /&gt;con Kurt Russell, Val Kilmer Ex sceriffo di Dodge City, Wyatt Earp (Russell) arriva a Tombstone per aprire una casa da gioco: suo alleato diventa Doc Holliday (Kilmer), un giocatore di professione, qui come non mai esangue e paranoico. Ben presto si arriva allo scontro con i nemici della banda Clanton. Farsesco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wyatt Earp di Kevin Kostner, 1994&lt;br /&gt;con Kevin Kostner, Denis Quaid, Gene Hackman Proveniente dall'est, il giovane Wyatt Earp (Kostner) e i suoi fratelli decidono di sistemarsi a Tombstone, Arizona. Qui vive anche il celebre Doc Holliday (Quaid), ex dentista che ora fa il giocatore di professione, cinico e disamorato. La guerra con la banda dei Clanton si trasforma via via in un massacro senza limiti. Scolastico.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8266224-109476343045851749?l=pokeritaliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8266224/posts/default/109476343045851749'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8266224/posts/default/109476343045851749'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pokeritaliano.blogspot.com/2004/09/il-poker-e-il-cinema.html' title='IL POKER E IL CINEMA'/><author><name>CasinoMaster</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06945206816720357602</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8266224.post-109476337310997189</id><published>2004-09-09T13:56:00.000-07:00</published><updated>2004-09-09T13:56:13.110-07:00</updated><title type='text'>POKER - BIBLIOGRAFIA SUL POKER </title><content type='html'>Le regole del Poker, le combinazioni, le aperture, i sistemi di rilancio e le altre modalità del gioco sono molto note. Per chi volesse conoscerle meglio e approfondire lo svolgimento delle mani di gioco (di cui qui non parliamo qui per esteso), rimandiamo ai testi più significativi della vastissima bibliografia sull'argomento. I Titoli migliori per una buona documentazioni su regole e tecniche del gioco sono:&lt;br /&gt;"Come si gioca a poker" di Giorgio Rastelli - Ed. Mursia 1994&lt;br /&gt;"I trucchi al poker" di Roberto Bagnoli - Ed. De Vecchi 1987&lt;br /&gt;"L'arte marziale del poker" di Sergio Valzania - Ed.Solfanelli 1989&lt;br /&gt;"Il libro del Poker" di Terence Reese - Ed. Longanesi 1978&lt;br /&gt;"Il poker" di Fabrizio Dongo - Ed. Mursia 1978&lt;br /&gt;"Giochi di carte internazionali" di Giampaolo Dossena - Ed. Mondadori 1984&lt;br /&gt;"Giochi di carte" di Frans Gerver - Ed. SIAD 1985&lt;br /&gt;"Il grande libro dei giochi con le carte" di Benito Carobene - Ed. De Vecchi 1988&lt;br /&gt;"Giochi da tutto il mondo" a cura di Diagram Group - Ed. Fabbri 1984&lt;br /&gt;"Giochi di carte a scommessa" a cura di Diagram Group - Ed. Collins/Vallardi 1994&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esiste un Regolamento Internazionale del Poker, da usare eventualmente come punto di riferimento per dirimere i diversi problemi che possono sorgere fra i giocatori: per chi volesse conoscerlo o approfondirlo, si rimanda al testo della cosiddetta "Regola Internazionale", composta di 17 articoli e di un'Appendice in "Il poker vincente" di Elvio Fantini - Ed. De Vecchi, 1987.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Poker Sportivo&lt;br /&gt;Per togliere dal ghetto dei "giochi proibiti" il Poker, è nata la F.I.PO.S., Federazione Italiana Poker Sportivo, che organizza ogni anno vari Tornei e un Campionato Italiano di Poker Sportivo fra i tesserati. Ogni Torneo è riconosciuto dalla World Poker Association: esiste un regolamento codificato dalla stessa Associazione che regola i Tornei e che differenzia il Poker Sportivo da quello tradizionale sotto molti aspetti. Chi volesse approfondire l'argomento deve rivolgersi alla Federazione Italiana.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8266224-109476337310997189?l=pokeritaliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8266224/posts/default/109476337310997189'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8266224/posts/default/109476337310997189'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pokeritaliano.blogspot.com/2004/09/poker-bibliografia-sul-poker.html' title='POKER - BIBLIOGRAFIA SUL POKER '/><author><name>CasinoMaster</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06945206816720357602</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8266224.post-109476334793518978</id><published>2004-09-09T13:55:00.001-07:00</published><updated>2004-09-09T13:55:47.936-07:00</updated><title type='text'>POKER - POKER ALL'AMERICANA </title><content type='html'>Il Poker coperto si può giocare all'Americana (Draw Poker), con un mazzo di 52 carte e con un numero di giocatori da due a nove. I valori dei semi e delle carte sono quelli del Poker all'italiana. La variazione più importanti riguarda la graduatoria delle combinazioni e consiste nella regola che il Full batte il Colore: si vuole far pesare la diversa probabilità di ottenere le due combinazioni che, con un mazzo di 52 carte, si sposta per forza in favore del Colore. Nel Poker all'Americana, inoltre, se si devono confrontare due o più combinazioni di Colore fra loro, non vale la regola della graduatoria dei semi: vince il Colore che ha la carta più alta fra le cinque che lo compongono. In caso di parità nei valori delle carte più alte, si mettono a confronto le carte successive: vince chi la combinazione di carte più alta. In caso di parità completa, vince chi ha il colore più alto secondo la graduatoria dei semi. Nel Poker all'Americana di solito il rilancio non è immediato: dopo la puntata di un giocatore chi ha la parola può pensare prima di rilanciare, nel tempo concordato per dichiarare la puntata. Queste semplici variazioni fanno capire quanta differenza corra fra il Poker all'Americana e quello che si gioca normalmente in Italia. Ma sicuramente sperimentare almeno una volta il Poker con queste caratteristiche può essere un'esperienza curiosa e divertente. &lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8266224-109476334793518978?l=pokeritaliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8266224/posts/default/109476334793518978'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8266224/posts/default/109476334793518978'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pokeritaliano.blogspot.com/2004/09/poker-poker-allamericana.html' title='POKER - POKER ALL&apos;AMERICANA '/><author><name>CasinoMaster</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06945206816720357602</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8266224.post-109476331782774496</id><published>2004-09-09T13:55:00.000-07:00</published><updated>2004-09-09T13:55:17.826-07:00</updated><title type='text'>POKER - LE APERTURE </title><content type='html'>Nel Poker all'Italiana l'apertura della mano da parte di un giocatore può avvenire sulla base di una Coppia vestita (almeno due Jack). Di solito ci si accorda sul fatto che "si apre di piatto": il giocatore che apre non può puntare una quantità di fiches superiore a quella che forma il piatto della mano. Una volta che un giocatore ha aperto ogni giocatore che parla dopo di lui può rilanciare, aggiungendo delle fiches alla puntata precedente. Il rilancio può avvenire sia nella fase di apertura (prima del cambio delle carte) sia in quella successiva: nel Poker giocato all'Italiana il rilancio deve essere immediato.&lt;br /&gt;Ci sono alcuni casi particolari in cui è bene chiarire come ci si regola:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- il piatto di paròle.&lt;br /&gt;Se, dopo i cambi delle carte, tutti i giocatori dicono "passo", la mano si considera non giocata, ciascuno ritira le fiches dal piatto e si inizia un'altra mano. Se tutti i giocatori dicono "chip", scoprono le carte e vince chi ha la combinazione più alta. Se tutti i giocatori dicono "paròle", il piatto si congela e la mano si rigioca. Il nuovo cartaio e i giocatori mettono il chip: l'apertura si può fare con un punto non inferiore a una Coppia di Re o di Assi. Ad un piatto di "paròle" devono partecipare tutti i giocatori, compreso chi non aveva partecipato al piatto precedente che è finito con la chiamata di "paròle".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- l'apertura con 4/5 di Scala Reale.&lt;br /&gt;Per qualsiasi apertura 4 carte in sequenza di Scala Reale bilaterale valgono come due Re o due Assi. La combinazione delle 4 carte deve essere rigorosamente una sequenza di Scala Reale bilaterale, cioè aperta da due parti: 4 carte dello stesso seme in scala non bilaterale non permettono l'apertura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- l'apertura al Buio, il Controbuio e l'Over (Contro-controbuio).&lt;br /&gt;A Poker il Buio è un'apertura concessa al primo giocatore di mano, che apre prima di vedere le carte raddoppiando la posta del piatto. Per giocare la mano, gli altri giocatori devono versare nel piatto il valore in fiches dell'apertura al Buio. Chi apre al Buio ha diritto di parlare per ultimo dopo aver visto le carte e, se vuole, di effettuare un rilancio. Se il giocatore al Buio rilancia, tutti gli altri giocatori hanno la possibilità di surrilanciare. E' possibile che il giocatore successivo a chi ha fatto il Buio faccia il Controbuio: deve versare il quadruplo del piatto di partenza e si aggiudica il diritto di parlare per ultimo ed eventualmente rilanciare. In questo caso chi ha fatto il Buio può "coprirsi", versando le fiches mancanti rispetto al valore del Controbuio: non è più l'ultimo a parlare, ma acquisisce così il diritto al rilancio. Nel Poker all'Italiana con 5 o 6 giocatori, oltre al Buio e al Controbuio, si può fare anche l'Over (il Contro-controbuio): la Regola Internazionale, per la verità, non prevede l'Over, ma in Italia è un'abitudine molto diffusa. L'Over non è ovviamente possibile quando si gioca in 4 giocatori, perché il principio aureo del Poker è che non tocchi mai al cartaio parlare per primo. Con l'Over il giocatore successivo al controbuiante può versare il doppio del valore del Controbuio, aggiudicandosi il diritto di parlare per ultimo ed eventualmente rilanciare. Se c'è l'Over, è data facoltà al buiante di completarsi prima di vedere le carte, solo se prima di lui si sarà completato il controbuiante. Il problema che si pone qui è quello del rilancio: se i giocatori in Buio e Controbuio si sono completati sulla puntata dell'Over, dopo aver letto le carte e aver appreso le decisioni degli altri giocatori, tutti e tre hanno possibilità di rilancio immediato. Ma se chi ha fatto il Controbuio non si è completato prima di vedere le carte, deve annunciare se giocherà o no prima che la parola tocchi al Buio e alla sua possibilità di rilancio. Questo caso particolare rappresenta un'anomalìa rispetto al principio generale del Poker, per cui ogni giocatore parla nell'ordine dei posti: ma si tratta di un'eventualità abbastanza rara, che va comunque chiarita prima di cominciare a giocare per evitare di finire in un oceano di discussioni sterili. &lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8266224-109476331782774496?l=pokeritaliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8266224/posts/default/109476331782774496'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8266224/posts/default/109476331782774496'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pokeritaliano.blogspot.com/2004/09/poker-le-aperture.html' title='POKER - LE APERTURE '/><author><name>CasinoMaster</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06945206816720357602</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8266224.post-109476329630900246</id><published>2004-09-09T13:54:00.001-07:00</published><updated>2004-09-09T13:54:56.310-07:00</updated><title type='text'>POKER - IL SISTEMA DI GIOCO </title><content type='html'>A Poker si può giocare con il credito (o "pianto"): in questo caso tutti hanno una posta di partenza, ma un giocatore può effettuare una puntata anche se in quel momento non ha davanti a sé il controvalore in fiches. Di solito si fissa un limite al rilancio dei giocatori, avendo come riferimento l'ammontare delle fiches del piatto: ad esempio, si può stabilire che un giocatore che rilancia può al massimo dire "per tre", intendendo che la sua puntata ammonta a tre volte il valore del piatto che si sta disputando nella mano. Altrimenti si può scegliere di giocare con i resti (o anche "la resta"): in questo caso un giocatore può effettuare una puntata utilizzando al massimo il valore di fiches che ha davanti a sé in quel momento. Questa seconda soluzione si adotta spesso per limitare il gioco ed evitare mani troppo alte rispetto alla media di quelle giocate: questa soluzione va capita attentamente da chi bluffa spesso e con continuità. Infatti un giocatore che è rimasto con poche fiches, può decidere di vedere la puntata molto alta di un altro giocatore, rischiando al massimo le poche fiches che ha davanti a sé. Nel gioco con i resti è buona norma che i giocatori tengano sempre bene in vista le proprie fiches, in modo che ogni giocatore possa vedere sempre di quanto dispongono gli avversari.&lt;br /&gt;Prima di cominciare il gioco, bisogna "fare i posti", ossia stabilire l'ordine di gioco: all'inizio della partita si devono disporre sul tavolo un numero di carte coperte che corrispondono ai posti di gioco. In 4 giocatori di solito si prendono le carte dei 4 Re: ciascuna carta viene scoperta da un giocatore e attribuita ad un posto. Poi si dispongono sul tavolo un eguale numero di carte coperte, che devono corrispondere alle prime: in 4 giocatori si prendono i 4 Assi. Scopre prima chi ha preso la carta di più alto valore, ad esempio il Re di Cuori, e così via. In cinque giocatori i posti si fanno con le 5 carte più alte di Picche e di Cuori: si scoprono le carte di Picche davanti a ciascun posto e poi ogni giocatore, partendo da chi ha davanti a sé l'Asso, scopre una carta di Cuori. Quando tutte le carte sono state scoperte ogni giocatore occupa il posto dello stesso seme (o valore numerico) della seconda carta che ha scoperto. A Poker si gioca con una posta minima o chip (in inglese vuol dire "gettone"), che ogni giocatore versa al centro del tavolo prima di iniziare la mano, formando il "piatto". Il chip è eguale per tutti, anche se si usa spesso che chi fa le carte metta nel piatto un chip più alto degli altri. In ogni mano il cartaio cambia, seguendo il giro in senso orario: se quando si fa il piatto, manca qualche chip, tocca al cartaio ricostruire il versamento dei chip. Se non si trova il mancante, tocca al cartaio versare la quota mancante nel piatto, come penalità per la sua disattenzione. Per ovviare a queste disattenzioni, che fanno perdere tempo e possono causare futili dissidi, si usa spesso che il cartaio versi l'intero ammontare del chip.&lt;br /&gt;Quando fa il cartaio, un giocatore deve mischiare le carte almeno tre volte. Poi deve far tagliare il mazzo al giocatore alla sua destra ed effettuare la distribuzione. Le carte vanno date in senso orario: il cartaio deve farle scivolare sul tavolo e non lanciarle, per evitare che se ne scopra qualcuna nel corso della distribuzione. Il cartaio deve distribuire le carte una ad una: è vietato in modo tassativo al cartaio distribuire le carte in mazzetti di due o tre. Inoltre il cartaio deve stare attento a distribuirle con precisione nella direzione dei posti dei giocatori, per non far sorgere inutili discussioni o equivoci. Una volta partita la mano, con l'apertura e gli eventuali rilanci, il cartaio deve procedere al cambio delle carte. I cambi vanno fatti seguendo il giro, un giocatore dopo l'altro. Le carte cambiate devono rimanere, ben visibili, davanti ai giocatori che le hanno scartate: dopo che tutti i cambi sono stati effettuati, il cartaio deve controllare che nessun giocatore tocchi gli scarti propri o altrui. Il cartaio non ha l'obbligo di ricordare gli scarti. Se durante il cambio delle carte il cartaio scopre inavvertitamente una carta, questa è valida e non deve essere sostituita da un'altra carta. Se durante i cambi delle carte, si rende necessario rimescolare gli scarti, prima di farlo il cartaio deve riepilogare le carte cambiate dai giocatori che hanno già scambiato. Il mazzo degli scarti va rimescolato con cura e fatto alzare al giocatore a destra del cartaio: poi il cartaio può completare la distribuzione. Se un giocatore cambia 4 carte, il cartaio gliene deve dare subito 3: dopo che tutti i giocatori hanno effettuato i loro cambi, il cartaio dà la quarta carta al giocatore. Se non ci sono cambi successivi al giocatore che ha chiesto 4 carte, il cartaio gliene deve dare subito 3, scartarne una e dargli la successiva. &lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8266224-109476329630900246?l=pokeritaliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8266224/posts/default/109476329630900246'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8266224/posts/default/109476329630900246'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pokeritaliano.blogspot.com/2004/09/poker-il-sistema-di-gioco.html' title='POKER - IL SISTEMA DI GIOCO '/><author><name>CasinoMaster</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06945206816720357602</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8266224.post-109476327164205104</id><published>2004-09-09T13:54:00.000-07:00</published><updated>2004-09-09T13:54:31.643-07:00</updated><title type='text'>POKER - I SEMI E LE COMBINAZIONI</title><content type='html'>Nel Poker i valori dei semi sono nell'ordine Cuori, Quadri, Fiori, Picche: per ricordare la sequenza si usa mandare a memoria la filastrocca "Come - Quando - Fuori - Piove". E' importante ricordare sempre questa graduatoria, perché, nel confronto fra diverse combinazioni, il valore dei semi può contare in modo decisivo per stabilire quale carta è più forte di un'altra, permettendo a chi la possiede di aggiudicarsi la mano. Nel Poker all'italiana, la graduatoria delle combinazioni è, partendo dall'alto:&lt;br /&gt;- SCALA REALE: cinque carte dello stesso seme in sequenza. Può essere formata dalle cinque carte più alte di un seme e allora si chiama Massima. Oppure dalle cinque carte più basse di un seme: in questo caso si chiama Minima. O ancora da una combinazione di cinque carte intermedie di un seme e si chiama Media. Di solito, prima di iniziare la partita, ci si accorda sul fatto che, se nella stessa mano si scontrano due Scale Reali, i giocatori che le possiedono si dividono il piatto: è una eventualità rarissima, ma teoricamente possibile. Comunque, se si vuole seguire alla lettera la Regola del Poker, questa prevede che la Scala Reale Massima batte la Media, la Scala Reale Minima batte la Massima, la Scala Reale Media batte la Minima. Se si scontrano due Scale Reali formate dalle stesse carte, vince quella formata da carte del seme più forte nella graduatoria dei semi. Insomma, a Poker non si può (non si deve) mai essere matematicamente sicuri di avere in mano il punto più alto.&lt;br /&gt;- POKER: quattro carte dello stesso valore numerico. In uno scontro fra Poker, vince quello formato dalle carte che hanno il valore numerico più alto. La parità è impossibile.&lt;br /&gt;- COLORE: cinque carte dello stesso seme non in sequenza. Nel Poker all'Italiana, se due Colori si scontrano, vince quello formato da carte del seme più forte. Ma in questo caso molti seguono la regola (propria del Poker all'Americana) per cui vince il Colore che ha la carta più alta. In caso di parità, si guarda la seconda carta più alta e così via. E' una soluzione interessante, che va comunque concordata prima di cominciare la partita. Anche in questo caso, se due Colori sono formati dalle stesse carte, vince quello formato da carte del seme più forte nella graduatoria dei semi.&lt;br /&gt;- FULL: un Tris (tre carte dello stesso valore numerico) insieme a una Coppia (due carte eguali di un altro valore numerico). Nello scontro fra Full, vince quello con il Tris di valore più alto. Non c'è possibilità di pareggio.&lt;br /&gt;- SCALA: cinque carte in sequenza, di semi differenti. Nello scontro fra Scale, vince la Scala che ha la carta più alta. Se due Scale sono eguali, vince quella che ha la carta più alta del seme più forte nella graduatoria dei semi.&lt;br /&gt;- TRISs: tre carte dello stesso valore. Vince il Tris di valore numerico più alto. Non c'è possibilità di pareggio.&lt;br /&gt;- DOPPIA COPPIA: due carte dello stesso valore numerico insieme a due carte di un altro valore. In uno scontro fra Doppie, vince la Doppia con la Coppia maggiore di valore numerico più alto. In caso di parità fra le Coppie più alte, vince chi ha la Coppia minore di valore più alto. In caso di due Doppie di valore identico, vince chi ha la quinta carta più alta: se anche le quinte carte sono eguali, vince quella del seme più forte.&lt;br /&gt;- COPPIA: due carte dello stesso valore numerico. Nello scontro fra due Coppie di eguale valore numerico, vince la carta più alta delle altre tre. A parità di carte alte, vince la seconda carta più alta: se c'è ancora parità si guarda la terza. In caso di due combinazioni identiche, vince la carta più alta delle tre con il seme più forte.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8266224-109476327164205104?l=pokeritaliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8266224/posts/default/109476327164205104'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8266224/posts/default/109476327164205104'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pokeritaliano.blogspot.com/2004/09/poker-i-semi-e-le-combinazioni.html' title='POKER - I SEMI E LE COMBINAZIONI'/><author><name>CasinoMaster</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06945206816720357602</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8266224.post-109476324505221567</id><published>2004-09-09T13:53:00.000-07:00</published><updated>2004-09-09T13:54:05.053-07:00</updated><title type='text'>POKER: REGOLE GENERALI</title><content type='html'>Il Poker cosiddetto "all'Italiana" si gioca normalmente in quattro, cinque o sei giocatori con un mazzo di carte francesi. Il numero delle carte varia a seconda del numero dei giocatori: per quattro giocatori si usano 32 carte (dal Sette all'Asso), per cinque giocatori 36 carte (dal Sei all'Asso), per sei giocatori 40 carte (dal Cinque all'Asso). Stiamo parlando del Poker coperto (in inglese Draw Poker) nella sua versione Italiana, che corrisponde a quella diffusa nel resto d'Europa.&lt;br /&gt;Molti ritengono che il gioco in cinque giocatori sia il migliore, perché più equilibrato e ricco di possibilità. Altri invece preferiscono il gioco in quattro giocatori, che offre maggiori possibilità di ottenere combinazioni alte. Ci sono infine quelli che pensano al Poker in sei giocatori come al massimo del brivido: in quest'ultimo caso, a volte si usa giocare escludendo in ogni mano il giocatore che si trova alla destra del cartaio: è una possibilità interessante che potete sperimentare, anche se restare fuori dal gioco per una mano in ogni giro può essere stressante e causare pericolosi squilibri ai giocatori.&lt;br /&gt;Il Poker si gioca in mani dove ciascun giocatore riceve 5 carte e può cambiarne fino a 4. In ogni mano lo scopo di ciascun giocatore è riuscire a realizzare la migliore combinazione possibile: quando si scoprono le carte vince la mano chi ha la combinazione di carte migliore. Ma non è detto che questa combinazione sia quella vincente: la particolarità del Poker è che esiste sempre la possibilità di scontrarsi con un punto più forte. Il Poker è anche un gioco di bluff, in cui si può vincere facendo credere agli altri giocatori di avere in mano una combinazione forte e riuscendo così a farli andare via, aggiudicandosi la mano senza scoprire le proprie carte. &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8266224-109476324505221567?l=pokeritaliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8266224/posts/default/109476324505221567'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8266224/posts/default/109476324505221567'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pokeritaliano.blogspot.com/2004/09/poker-regole-generali.html' title='POKER: REGOLE GENERALI'/><author><name>CasinoMaster</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06945206816720357602</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8266224.post-109476320406941616</id><published>2004-09-09T13:52:00.000-07:00</published><updated>2004-09-09T13:53:24.070-07:00</updated><title type='text'>Poker: poker italiano, internet poker, web poker</title><content type='html'>Il Poker è uno dei giochi di carte "eccellenti", famoso e ben conosciuto in tutto il mondo. Il Poker si gioca in mani dove ciascun giocatore riceve 5 carte coperte e può cambiarne fino a 4: in ogni mano lo scopo di ciascun giocatore è riuscire a realizzare la migliore combinazione possibile. I giocatori scommettono sulle 5 carte che hanno in mano puntando sulla combinazione più alta: le combinazioni hanno valore crescente e vanno dalla Coppia alla Scala Reale. Quando si scoprono le carte, vince la mano chi ha la combinazione di carte migliore fra i giocatori "in gioco". Ci sono modi diversi di giocare il Poker, con variazioni nel valore delle combinazioni e nelle regole, se si gioca il Poker all'Italiana o quello all'Americana . Fra i giochi di scommessa il Poker è uno di quelli che esalta in modo particolare l'uso del "bluff": si può far credere agli altri giocatori di avere in mano una combinazione forte, riuscire a farli andare via e vincere la mano senza scoprire le proprie carte. Di qui l'interrogativo: il Poker è un gioco d'azzardo? Per chi vuole approfondire vari argomenti legati al gioco del Poker, presentiamo diversi approfondimenti come una Bibliografia sul Poker, Le origini del Poker, I Decaloghi del Poker: Consigli e Comandamenti, Il Poker nel Cinema. &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8266224-109476320406941616?l=pokeritaliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8266224/posts/default/109476320406941616'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8266224/posts/default/109476320406941616'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pokeritaliano.blogspot.com/2004/09/poker-poker-italiano-internet-poker.html' title='Poker: poker italiano, internet poker, web poker'/><author><name>CasinoMaster</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06945206816720357602</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry></feed>
